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PROFESSIONE DOCENTE

Il rilancio del Poseidon parte da Napoli

Il resoconto del seminario organizzato nel capolouogo campano lo scorso aprile. Online la documentazione video e le presentazioni dei relatori per ripercorrere le due giornate dell'incontro

di Loredana Camizzi
20 Giugno 2011

Si svolto a Napoli nei giorni 28 e 29 aprile scorsi un seminario di confronto tra i vari attori del Piano Nazionale Poseidon: tutor, referenti degli Uffici Scolastici Regionali, Comitato tecnico scientifico del progetto, referenti dell'ANSAS e del MIUR.

Il Piano, com' noto, nasce per iniziativa del MIUR dalla collaborazione di quattro Associazioni disciplinari degli insegnanti (ADI-SD, AICC, GISCEL e LEND), diversamente impegnate nella formazione dei docenti dell'area linguistica e letteraria e poi, a partire dal 2005, dall'incontro di queste con l'Indire, con il quale potuto divenire un piano di formazione nazionale. Nei due bienni del 2005/2007 e 2007/2009 si sono formati nell'ambiente di formazione online "Puntoedu Apprendimenti di base" - che ospita anche le azioni dei Piani nazionali M@t.abel per la matematica e ISS per le Scienze Sperimentali - 250 formatori della scuola secondaria di I e II grado di lingua italiana, lingue moderne e lingue classiche provenienti da tutto il territorio nazionale che sono andati a costituire il contingente di tutor necessario per formare tutti i docenti dell'area linguistico-letteraria della scuola secondaria.

L'ultima occasione di incontro risaliva al seminario finale del corso di formazione dei tutor svoltosi a Rimini nel settembre del 2009. Da allora il corso andato finalmente a regime per i docenti direttamente operanti a scuola nelle singole regioni, dove gli Uffici Scolastici Regionali hanno realizzato, in base alle risorse umane ed economiche a loro disposizione, modelli personalizzati di formazione, a partire dalle indicazioni presenti nel decreto del MIUR (decreto del 25 settembre 2009) e a quanto scritto nelle linee guida redatte dal Comitato tecnico-scientifico e dall'ANSAS e inviate dal MIUR con nota del 12 Febbraio 2010. In base ai dati in possesso dellAgenzia, relativamente a questi corsi regionali, risultano attualmente iscritti in piattaforma 2380 corsisti in 113 classi attivate in 18 regioni, con il coinvolgimento di 78 scuole presidio.

Da tempo le diverse realt impegnate nel progetto, e in particolare i tutor, sentivano l'esigenza di un momento di incontro che offrisse la possibilit di mettere a confronto le esperienze del territorio per ripartire con rinnovati obiettivi comuni, recuperando allo stesso tempo lidentit originaria del Poseidon. Anche in risposta a queste esigenze  nato il seminario di Napoli, fortemente voluto dal MIUR, nella figura del dott. Piscitelli (Dirigente dellufficio VI della Direzione del personale della scuola MIUR), personalmente impegnato nel rilancio del Piano, anche nell'ottica di un accompagnamento alle riforme in atto, dall'ANSAS e dal CTS, e realizzato dallAgenzia con il prezioso contributo dell'USR Campania.

Le due mezze giornate di lavoro, alle quali hanno partecipato circa 150 persone, sono state ricche di momenti di confronto e approfondimento.

Molti delle questioni e dei temi affrontati provengono direttamente dalla voce dei tutor ai quali stata chiesta, in un breve sondaggio prima del seminario, un'analisi della loro esperienza di formazione nel territorio:

- La necessit di un maggiore coordinamento nazionale e di spazi dedicati al confronto interregionale:
- Un monte ore adeguato a raggiungere gli obiettivi di un corso Poseidon;
- Tempi adeguati ai tempi della scuola;
- Una maggiore assistenza/familiarizzazione all'uso della piattaforma per i corsisti;
- Il collegamento ad altre iniziative di formazione.


Il seminario stato infatti loccasione per presentare e discutere con i tutor e i referenti degli USR la proposta per le nuove linee guida nazionali realizzate dal Comitato Tecnico Scientifico, dal MIUR e dall'ANSAS, che accolgono alcune di questa istanze. 

Il documento rielabora alcuni elementi emersi dallanalisi dei modelli e delle esperienze di attuazione del Piano nelle singole declinazioni regionali, da una riflessione sulle criticit e sugli spunti positivi e talvolta innovativi da esse emerse. Ad esempio, a fronte di offerte formative con monte ore decisamente diverso e spesso esiguo, si propone un corso lungo di circa 100 ore che possa garantire una migliore realizzazione degli obiettivi, in coerenza con il modello di formazione originario del Poseidon, con momenti in presenza e online, in modalit sincrona e asincrona, e un tempo congruo dedicato allo studio del ricco corpus di materiali e alla sperimentazione.

Inoltre, il modello prospettato  ancora pi orientato, rispetto alla proposta precedente, verso la metodologia della ricerca-azione, in un circolo virtuoso declinato in quattro fasi, che parte dallanalisi dei propri bisogni formativi in relazione allofferta del corso, passa per lapprofondimento dei materiali, richiede la realizzazione di un progetto da sperimentare in classe, per invitare, infine, a una riflessione sugli esiti della sperimentazione e sui cambiamenti conseguiti con il percorso di formazione nella propria identit professionale e nella didattica.
 
Con queste precisazioni si intende raggiungere anche lobiettivo di unarmonizzazione con la proposta di formazione offerta dal progetto PON "Educazione linguistica e letteraria in unottica plurilingue" destinato alle quattro regioni interessate dalle azioni del Programma Operativo Nazionale realizzato dal MIUR (Direzione degli affari internazionali, ufficio VI) e finanziato con i Fondi Sociali Europei (FSE). Il progetto, attuato ugualmente da ANSAS, nasce come azione di rafforzamento del Piano Poseidon nelle regioni individuate come pi deboli in base agli esiti delle indagini internazionali, ed stato realizzato con la collaborazione di un Comitato tecnico scientifico la cui maggioranza dei membri in comune con il Comitato del Piano nazionale, al fine di garantire continuit e coerenza tra le due azioni. La compresenza nelle quattro regioni dei due progetti gemelli, che costituisce di per s un arricchimento per la proposta e per il territorio, ha infatti provocato in alcuni casi delle confusioni e ambiguit dovute soprattutto al differente numero delle ore dei due corsi. 

Nelle linee si raccomanda, inoltre, la realizzazione di corsi che rispettino effettivamente l'aspirazione plurilingue e verticale del progetto, anche attraverso il coinvolgimento nello stesso corso di docenti di scuola secondaria di I e II grado e di lingue diverse, come avveniva nelle classi dei tutor in formazione. L'intenzione anche quella di recuperare la dimensione dello scambio delle esperienze, che nei primi corsi era garantita dalla composizione mista anche dal punto di vista regionale dei corsisti.

Questa esigenza di scambio sentita anche a livello "istituzionale", nel momento in cui nel documento si auspica un flusso di comunicazione e collaborazione continuo tra i gruppi operativi regionali (idealmente costituiti da USR, tutor, DS dei presdi, membri delle Associazioni e autori dei materiali, e la cui necessit e strategicit ribadita nel documento) e il CTS nazionale, in modo che siano presidiate la scientificit e l'unicit del progetto e, allo stesso tempo, se ne alimenti la crescita grazie al contributo originale delle singole regioni.

Queste proposte sono state oggetto dei lavori di gruppo, durante i quali hanno avuto la possibilit dialogare tutti gli attori del progetto, che si sono confrontati sulle criticit del piano e sulle possibilit di miglioramento e attuazione future.

Sono state, infine, nuovamente ribadite in queste linee guida la filosofia e le finalit originarie del Piano quali:

  • la promozione di una didattica plurilingue e pluriculturale che possa contribuire, attraverso la realizzazione di curricoli plurilingui nei consigli di classe, a rendere i nostri studenti cittadini italiani ed europei attivi (cfr. QCRE): il progetto rimane in Italia lunica proposta di formazione nazionale realmente plurilingue;
  • la proposta di suggerimenti operativi strettamente legati a modelli teorici;
  • lidentit blended del modello di formazione basato su modalit di interazione e collaborazione tra pari;
  • lintroduzione di una didattica per competenze, in coerenza con quanto richiesto dalle indicazioni presenti nei documenti europei (cfr. Raccomandazioni del consiglio dEuropa del 2006).

Proprio la didattica per competenze stata un altro dei temi centrali del seminario. Il dott. Piscitelli nel suo intervento ha auspicato, come peraltro gi sperimentato in alcune regioni, un raccordo del Piano con i processi di cambiamento e riforma in atto nella scuola, orientati proprio alla didattica per competenze.

Si tratta di un tema gi presente in tutti i materiali del Poseidon, al quale si deciso di dedicare uno specifico momento di approfondimento in questo seminario, anche in funzione della nuova attenzione suscitata nel mondo della scuola all'argomento in occasione della nuova Riforma e gi prima con le raccomandazioni di documenti europei. In una tavola rotonda ricca di spunti si sono confrontati sul tema alcuni rappresentanti delle Associazioni, storicamente impegnati nel Piano, che hanno rintracciato il fil rouge della didattica per competenze nei materiali del corpus e ne hanno dato la loro interpretazione in relazione alla didattica della lingua madre, delle lingue straniere e delleducazione letteraria. Il Poseidon pu costituire, dunque, un punto di riferimento d'eccezione per il docente per orientarsi, interpretare e attuare questi cambiamenti.

Gli esiti dell'incontro si riveleranno dunque di estrema importanza per la redazione finale delle linee guida e per l'individuazione del prossimo indirizzo del Piano. Il seminario ha rappresentato infatti un nuovo punto di partenza, sulla base di un rinnovato patto con i tutor e con referenti degli Uffici Scolastici Regionali che lo attuano nelle regioni, per il rilancio e la rinascita di un progetto che continua ad essere per molti aspetti unesperienza unica sul territorio nazionale per qualit e originalit dellofferta formativa, longevit dell'azione, entusiasmo e collaborazione degli attori coinvolti. 

Al link di seguito riportato possibile ripercorrere, con l'ausilio dei video degli interventi e delle presentazioni dei relatori, le due giornate dei lavori.

 

VAI ALLA PAGINA DI DOCUMENTAZIONE DEL SEMINARIO DEL 28-29 APRILE 2011

 

 

 

 
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