Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
 
14 Settembre 2011

Imparare a leggere sui banchi di scuola

Contesti, politiche e pratiche europee

di Alessandra Mochi

Immagine tratta dall'Archivio DIAUno studio paneuropeo, prodotto dalla rete Eurydice per la Commissione europea, offre unimmagine completa delle competenze nella lettura e individua alcuni dei fattori principali che incidono sullacquisizione delle competenze per gli alunni dai 3 ai 15 anni di et. Lo studio, dal titolo Teaching Reading in Europe: Contexts, Policies and Practices, affronta e sviluppa quattro argomenti: gli approcci allinsegnamento, come contrastare le difficolt di lettura, la formazione degli insegnanti e la promozione della lettura al di fuori della scuola. Ciascun argomento viene analizzato alla luce dei risultati della ricerca, delle indagini internazionali e da unanalisi approfondita delle politiche, dei programmi e delle migliori pratiche a livello nazionale.
Lindagine rivela che, se da un lato la maggior parte dei paesi europei adotta politiche adeguate a promuovere lacquisizione di competenze nella lettura, dallaltro risulta esserci spesso una mancanza di programmi e di iniziative rivolti ai gruppi maggiormente a rischio per le difficolt nella lettura, come i maschi, i bambini provenienti da ambienti svantaggiati e i bambini immigrati. Inoltre, dal rapporto risulta anche che solo in pochi paesi sono presenti, nelle scuole, specialisti per la lettura a sostegno dei docenti e degli alunni.
Nel 2009 circa un quindicenne su cinque nellUnione europea risultava avere difficolt di lettura.
I paesi dellUE si sono quindi messi daccordo per ridurre la quota dei lettori pi deboli al di sotto del 15% entro il 2020. Solo in Belgio (Comunit fiamminga), Danimarca, Estonia, Polonia, Finlandia e Norvegia il numero dei quindicenni con scarso rendimento risultava essere gi del 15% o addirittura al di sotto di questa percentuale. (Fig. 1)
I decisori politici si sono dimostrati sensibili ai risultati delle ultime ricerche sulla promozione delle competenze nella lettura e, negli ultimi anni, sono stati fatti notevoli sforzi per migliorare le linee guida nazionali e per promuovere migliori pratiche pedagogiche. ormai convinzione condivisa in tutta Europa che sia utile concentrarsi sul porre le basi per un buon apprendimento della lettura fin dal livello preprimario, diversificando i materiali per la lettura e incentivando la motivazione a leggere.
Non esistono, tuttavia, approcci politici validi per tutti a garanzia del successo. La ricerca sostiene con forza luso combinato di diverse strategie per migliorare la comprensione della lettura, come, ad esempio, fare inferenze, cio incoraggiare gli alunni a formulare ipotesi sulla base di ci che hanno letto, o monitorare la comprensione. Lapprendimento collaborativo basato sul testo, in cui gli alunni sono invitati a leggere e discutere uno stesso testo, pu ulteriormente migliorare la comprensione e aiutare i lettori pi deboli. Se, da un lato, la maggior parte dei paesi ha stabilito obbiettivi relativi alla comprensione nella lettura, dallaltro manca, nelle linee guida nazionali, lindicazione di strategie differenziate in particolar modo per quanto riguarda listruzione secondaria inferiore.
Tuttavia, in generale, a livello nazionale sono presenti linee guida curricolari valide in attesa solo di essere messe in pratica dagli insegnanti. (Fig. 2)
Tutti i curricoli europei definiti a livello centrale prevedono obbiettivi di apprendimento o contenuti di insegnamento a livello preprimario per sviluppare le competenze di base della lettura. In cinque paesi europei si riscontra chiaramente una maggiore attenzione alle competenze precoci nella lettura nelle riforme di recente introduzione: in Danimarca, dal 2009, la lingua e il modo di esprimersi la definizione di unarea tematica obbligatoria trasversale al curricolo; in Italia, le linee guida del 2007 per il curricolo del livello preprimario e del primo ciclo del livello primario danno forte rilievo alla pratica della lettura; in Austria, lultimo anno del livello prescolare diventato obbligatorio per tutti dal settembre 2010 e offre la possibilit a tutti i bambini di impegnarsi in una serie di attivit di lettura per porre le basi da sviluppare nel livello primario; in Portogallo, nel 2008 sono stati pubblicati due documenti non prescrittivi (La scoperta della lingua scritta e Lingua e comunicazione) per aiutare gli insegnanti a mettere in pratica le indicazioni curricolari per listruzione preprimaria.

Tutti i curricoli del livello primario e secondario inferiore fanno riferimento allimportanza di promuovere il piacere della lettura. Ci sono vari modi per raggiungere lo scopo: attraverso lapprendimento collaborativo basato sul testo, attraverso lofferta di diversi materiali di lettura, permettendo agli alunni di leggere ci che preferiscono, e attraverso visite a luoghi o a persone che valorizzano i libri. Si tratta solo di alcuni fra i metodi pi significativi suggeriti dalla letteratura e dai curricoli europei.
Gli alunni possono essere invitati a leggere lo stesso testo per poi condividere lesperienza, dare la loro interpretazione e discutere insieme sul significato. Il curriculum irlandese, ad esempio, prevede che gli alunni consiglino i libri da leggere ai loro compagni e chiedano, a loro volta, consigli su che cosa leggere. In Finlandia e in Svezia si consiglia agli insegnanti di far discutere gli alunni, fin da piccoli, sulle loro esperienze letterarie.
Le difficolt nella lettura possono essere efficacemente contrastate se vengono individuate e affrontate il prima possibile con materiali didattici adatti e se agli insegnanti viene offerta la possibilit di uno sviluppo professionale continuo.
Particolarmente efficaci risultano essere i corsi intensivi e mirati, a livello individuale o per piccoli gruppi. Tuttavia, pochi insegnanti hanno lopportunit di specializzarsi in questo ambito e i paesi che prevedono specialisti nella lettura a supporto degli insegnanti in classe sono solo il Regno Unito, lIrlanda, Malta e cinque Paesi nordici. Le lunghe procedure per organizzare il supporto aggiuntivo possono costituire una barriera per lofferta di aiuto precoce ed efficace agli alunni.
(Fig. 3)

Gli specialisti nella lettura offrono una serie di interventi, nei paesi in cui ne prevista la presenza, che in genere riguardano la valutazione, il sostegno aggiuntivo e mirato ai bambini o la consulenza agli insegnanti e ai genitori sui metodi e i materiali pi idonei.
In Inghilterra gli insegnanti specialisti che operano nellambito del programma Reading recovery, un tipo di intervento precoce per la lettura, vengono formati a valutare le difficolt dei bambini piccoli nella lettura e a progettare eImmagine tratta dall'Archivio DIA applicare interventi intensivi individuali per aiutarli a raggiungere il livello dei loro compagni.
In Irlanda, gli insegnanti che hanno seguito il programma di formazione First Steps, frutto della ricerca per linsegnamento della lettura, ideato in Australia e oggi presente in molti altri paesi del mondo, vengono muniti di accurati strumenti per valutare e monitorare le competenze e i progressi dei bambini in lettura, scrittura, ortografia ed espressione orale.
In Finlandia il personale docente che si occupa di bisogni educativi speciali a usufruire della formazione mirata a contrastare le difficolt di lettura come parte di un programma obbligatorio. Questi docenti offrono assistenza agli insegnanti nel diagnosticare le competenze di lettura degli alunni, nel fornire supporto nellapprendimento sotto forma di compiti personalizzati e nelluso del tempo, nelloffrire orientamento e consulenze e nel mettere a punto misure come la formazione di gruppi flessibili o linsegnamento simultaneo.

La promozione della lettura nella societ ampiamente supportata da politiche e iniziative a livello nazionale. Tuttavia queste iniziative sono in genere destinate a un pubblico generale e non necessariamente a coloro che hanno pi probabilit di incontrare difficolt nella lettura, come i maschi, i giovani di ambienti socioeconomici svantaggiati o di lingua materna diversa dalla lingua di insegnamento. Inoltre i materiali usati per tali iniziative dovrebbero essere molto vari e comprendere anche materiali multimediali.
Azioni per gruppi specifici incentrate sul bisogno dei bambini e degli adulti immigrati di imparare la lingua del paese ospitante sono presenti nella comunit germanofona del Belgio con lAtelier multiculturale, a Cipro con la Promozione delle competenze nella lettura e in Finlandia con Apprendimento della lettura per immigrati adulti.
In Francia, presente lAssociation de la Fondation tudiante pour la Ville, unassociazione di studenti volontari che offrono supporto alle famiglie economicamente svantaggiate per sensibilizzarle alla lettura, alla scrittura e allapprendimento. In Slovenia, un programma analogo, Leggere per il piacere di leggere e per conoscere, prevede che tutor professionisti aiutino i genitori meno istruiti e i loro bambini nelleducazione alla lettura. In Turchia, uno specifico programma al femminile offre una formazione alla lettura alle ragazze e alle donne che vivono in povert e che hanno un basso livello di istruzione.

Altri programmi prevedono la promozione della lettura correlata ad attivit popolari, come Playing for Success in Inghilterra e SPL (Scottish Premier League) Reading Stars' in Scozia mirati a utilizzare il potere motivante dello sport per attirare in un ambiente positivo e amichevole le famiglie che necessitano di supporto nella lettura.
Un aspetto chiave la capacit degli insegnanti di adottare un atteggiamento da ricercatori nei confronti delle difficolt di lettura. Tuttavia, gli insegnanti hanno bisogno di ricevere una formazione iniziale adeguata che offra solide basi di ricerca e di metodologia educativa.
In particolare, abbinare lo sviluppo di conoscenze teoriche allesperienza sul campo sembra essere una soluzione molto efficace per superare errate convinzioni del passato, come imputare le difficolt di lettura esclusivamente allambiente familiare svantaggiato.
Lo sviluppo professionale continuo svolge quindi un ruolo fondamentale nellaiutare gli insegnanti ad adottare pratiche orientate alla ricerca; in particolare, forme di sviluppo professionale come la ricerca e il networking, meno diffuse rispetto a workshop o corsi brevi, risultano dare i migliori risultati.

 
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