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18 Giugno 2012

Francesco Profumo in visita all'Indire

di Costanza Braccesi

Il ministro dell'Istruzione, a Firenze per il 25° compleanno di Erasmus, è venuto a conoscere da vicino il nostro Istituto


Lo scorso 18 maggio, in occasione della sua partecipazione ufficiale alla Conferenza nazionale per il 25° anniversario di Erasmus organizzata dall'Agenzia nazionale LLP presso l'Istituto Universitario Europeo di Fiesole, il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo ha approfittato della sua presenza a Firenze per visitare il nostro Istituto di via Buonarroti e conoscere da vicino le tante attività di cui è affidatario e si occupa in sinergia con il MIUR. 

Il "ministro-studente" - così lui stesso si è definito durante l'incontro per rendere evidente la curiosità che lo anima da quando svolge il suo nuovo incarico istituzionale - ha quindi dedicato le ore della mattinata che lo separavano dall'incontro fiesolano a una visita approfondita del rinascimentale Palazzo Gerini, storica sede dell'Indire. Il palazzo, situato nel centralissimo quartiere di Santa Croce, è stato ristrutturato nei primi anni del '900 dall'architetto Giovanni Michelucci che ne ha progettato anche gli arredi interni.

Accompagnato dal capo dipartimento del MIUR Giovanni Biondi e dal direttore dell'USR Toscana Angela Palamone, al suo arrivo il ministro è stato accolto dal commissario straordinario dell'Indire Stefania Fuscagni e dal direttore generale Antonio Giunta La Spada che lo hanno condotto negli ambienti principali dell'ente. Stanze, saloni e biblioteche che hanno accolto, fin dalle origini dell'Istituto, le sperimentazioni e le innovazioni della didattica nazionale. Nel corridoio del secondo piano, dove sono conservate le teche originali di inizio Novecento, una prima tappa d'obbligo per la piccola mostra fotografica permanente che ripercorre le varie fasi della storia dell'Indire e racconta gli oltre 80 anni di vita del più antico istituto di ricerca del Ministero dell'Istruzione.

La ''fotografia ufficiale'' della visita di Profumo all'Indire. Da sinistra: Angela Palamone (direttore generale USR Toscana), Antonio Giunta La Spada (direttore generale Indire), Stefania Fuscagni (commissario straordinario Indire), Francesco Profumo (ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca), Giovanni Biondi (capo dipartimento MIUR)


Poi l'ingresso nel salone intitolato a Giuseppe Lombardo Radice. Qui, dopo i saluti di benvenuto del commissario straordinario che ha ringraziato il ministro per la sua presenza in istituto e del direttore che ha sottolineato le collaborazioni nazionali e internazionali che l'ente intrattiene con i principali atenei, associazioni professionali e disciplinari e con i più importanti centri di ricerca, alcuni ricercatori hanno brevemente esposto al ministro i principali settori di ricerca dell'Indire: la formazione in servizio, la ricerca applicata all'innovazione, il miglioramento, la mobilità.

Al termine della presentazione generale delle attività dell'ente, il ministro ha preso la parola. «Essere in un istituto nato nel 1925 mi fa emozionare, e sono contento perché in questi miei primi mesi da ministro mi sono particolarmente affezionato alla scuola, che dei tre grandi settori del MIUR - scuola, università, ricerca - era quello che conoscevo meno», ha esordito.

Il ministro parla alla platea riunita nel salone Lombardo Radice


«L'immersione in questa vostra realtà mi fa piacere perché qui ho ritrovato molte delle idee che sono parte del mio stesso patrimonio: come sapete, sono stato per molti anni al Politecnico di Torino e ho vissuto  in un ambiente particolarmente stimolante per quanto riguarda l'innovazione e la ricerca. Sono rimasto molto colpito dai progetti, dal vostro contributo dato alla scuola, dai numeri che avete messo in atto in termini di interazione con docenti e studenti», ha continuato il ministro congratulandosi per i contenuti delle presentazioni ascoltate poco prima. Il discorso di Profumo ha abbracciato poi tematiche più ampie, toccando gli àmbiti delle politiche educative e dell'economia: «Io credo che l'Italia debba soprattutto investire sulla scuola e sui giovani, perché solo attraverso azioni di questo tipo il nostro Paese potrà riuscire a mantenere l'importante ruolo che ha in Europa e nel mondo. E una struttura come questa, che opera per la scuola insieme alla comunità dei docenti, dei dirigenti, degli studenti, del personale tecnico e amministrativo, costituisce un grande valore».

L'opinione del ministro è che la scuola italiana, quando si confronta con le altre, sia senza dubbio una scuola di qualità. «Magari non è una clinica privata», ha scherzato, «è più un ospedale pubblico. Però è l'ospedale pubblico ad avere il pronto soccorso, che è la struttura che cerchiamo quando ne abbiamo bisogno. E il pronto soccorso, così come la scuola, è qualcosa che costa, è vero, ma è anche un grande investimento. Un investimento che però deve essere rafforzato, perché se noi non avessimo la scuola pubblica così diversificata, così distribuita sul territorio, il nostro Paese sarebbe più povero».

 


Profumo ha poi lanciato una sfida, quella di riuscire a realizzare un grande progetto di "cloud" nazionale in cui qualsiasi contributo possa diventare un contributo ad un progetto-Paese.
«Il tempo delle sperimentazioni è finito», ha detto con decisione Profumo. «Oggi abbiamo la grande opportunità, anche attraverso l'Agenda Digitale, di fare un salto in avanti». Nell'ottica del ministro, ciascun progetto realizzato dovrebbe mantenere unicamente la parte "hard" nei territori, nelle scuole, nelle classi, mentre la parte "soft", quella ideata e concepita con dispendio di risorse economiche e intellettuali, dovrebbe sempre essere portata a un livello più alto, per poter poi essere messa a disposizione, condivisa e riutilizzata in contesti differenti. «Bisogna smettere di ripartire ogni volta da zero», ha ammonito Profumo. «Il nostro Paese deve iniziare a pensare che ogni progetto parta in differenziale rispetto a quello precedente, avendo condiviso fin dove si è arrivati e ripartendo da lì». A tal proposito il ministro ha anticipato che dal prossimo anno scolastico anche il MIUR avrà il suo "cloud", la "nuvola" che raccoglierà tutte le esperienze già realizzate, da "La scuola in chiaro" all'anagrafe degli edifici.

«Il punto è che dobbiamo rendere patrimonio comune qualsiasi euro che andiamo a investire, è questa la social innovation che l'Europa oggi ci chiede. Se ogni euro speso in una regione fossimo capaci di utilizzarlo anche nelle altre 19, diventerebbero 20 euro e il Paese sarebbe certamente più efficiente», ha concluso il ministro riflettendo sulla situazione italiana in rapporto a quella di alcuni fra i più virtuosi Paesi europei. «Ecco perché i tedeschi sono ricchi. Ogni euro che loro investono è un euro moltiplicato. Da noi, invece, di ogni euro investito alla fine arrivano 30 centesimi...».

Al termine dell'incontro plenario, al Ministro è stata fatta visitare la sala Michelucci, cuore dell'archivio storico e del patrimonio dell'ente. Al suo interno, alcuni dei quaderni appartenenti al Fondo "Materiali scolastici" che conserva un'ampia raccolta di elaborati didattici prodotti nelle scuole italiane nel corso del XX secolo e qui sistematicamente raccolti a partire dal 1929.

Elisabetta Mughini, coordinatrice del Dipartimento Comunicazione dell'Indire, mostra al ministro alcuni quaderni del fondo ''Materiali scolastici'' custoditi nella sala Michelucci

Una dedica sul libro d'onore dell'Indire, poi Profumo si è diretto alla volta di Fiesole per la Conferenza del 25° anniversario di Erasmus.

Il ministro Profumo firma il libro d'onore dell'Indire nella sala Michelucci


Guarda la photogallery della visita all'Indire del Ministro Francesco Profumo 
(fotografie di Giuseppe Moscato - www.giuseppemoscato.com)
 
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